Intervista a Valentina Cagnazzo su

Dove non c'è amore

a cura della redazione Albus

 

Cos'è per te la scrittura?

 

Sin da piccola, la scrittura ha rappresentato per me il mezzo migliore per dare sfogo alle delusioni, alla fantasia e agli attimi di felicità. Solo dopo aver consegnato a un quaderno i miei pensieri riuscivo a tornare serena. È stato così anche con Dove non c'è amore: una storia nata nella mia testa e non ho avuto pace finché non l'ho completata, finché i sentimenti contrastanti di Erica e degli altri personaggi non si sono fissati sulla carta.

 

Come e quando hai scoperto di avere questa passione?

 

Più che una passione, considero lo scrivere un bisogno, sin da quando inventavo fiabe che nascondevo tra i quaderni della scuola elementare.

 

Dove non c'è amore è il tuo primo romanzo, ce ne parli brevemente?

 

Erica, come la maggior parte dei suoi coetanei, vive una vita spensierata: tra l'Università, Luca, i piccoli litigi e le amiche, i problemi seri sembrano lontani. Ma arriva il momento in cui è costretta a maturare tutto a un tratto, in un attimo comprende il peso delle sue scelte e si lascia invadere dal senso di colpa. Però, nonostante tutto, la felicità c'è, ed Erica la ritrova negli abbracci delle persone più care e tra le nuove amicizie. Il messaggio che vorrei che ogni lettore percepisse è una speranza e una fiducia nelle persone amiche che molto spesso non consideriamo nei momenti di sconforto, spinti a chiuderci in noi stessi dalla nostalgia e dal rancore.

 

Cosa c'è di Valentina in Erica e viceversa?

 

In Erica c'è un po' di me e un po' di quell'incertezza che fa parte di ogni ventenne, c'è la sensibilità, l'istintività, il rapporto con il mare. Ma c'è anche il coraggio di reagire ai rimorsi e alle delusioni, un coraggio che forse io non avrei.

 

A chi cosigli di leggere questo romanzo?

 

A chi è convinto che c'è sempre un'altra possibilità per ricominciare, e a chi ama leggere i romanzi tutto d'un fiato.

 

Quali sono i tuoi scrittori preferiti? ti ispiri a qualcuno in particolare quando scrivi?

 

Leggo di tutto, quindi credo che lo stile di ogni autore abbia contribuito a formarmi. Amo leggere Carlos Ruiz Zafon, Guillaume Musso e Agatha Christie.

 

Ci consigli un libro?

 

L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, è uno dei migliori libri che abbia mai letto.

 

Progetti futuri?

 

Continuerò a intrecciare le parole sulla pagina e chissà, magari ne uscirà un altro romanzo!

 

Intervista rilasciata il 13 gennaio 2009