Intervista a Simona Camplone su

Corrispondenze di sensi

a cura della redazione Albus

Cosa ti ha spinto a curare un’antologia di lettere e “scritture”?

 

La mia passione per la letteratura in generale, ma in particolare per quelle forme, sconosciute ai più ma racchiuse in componimenti intimistici e autobiografici che si trovano spesso nelle lettere, magari mai arrivate a destinazione. E in altre forme di scrittura, non catalogabili in schemi predefiniti.

 

Ecco, tutto questo costituisce un patrimonio che non dovrebbe disperdersi e invece tende a restare sommerso.

 

Come hai selezionato i testi? È stato difficile sceglierli?

 

Ne sono arrivati molti, attraverso la rete e per posta; ho cercato di scegliere quelli meno scontati, gli scritti che narravano un vissuto non banale, denso di prospettive di lettura diverse tra loro.

 

Qual è il lettore “tipo” di Corrispondenze di sensi?

 

Tutti, mi auguro, ma soprattutto chi ama andare oltre la pagina scritta, oltre le righe e cercare di capire meglio le sfaccettature dell’animo umano.

 

Cosa ti auguri che questo libro dia ai lettori?

 

Un momento per fermarsi a riflettere sulla loro esistenza, per gustare la lettura in sé ma anche per predisporsi meglio ad affrontare le piccole e grandi difficoltà che la vita quotidiana ci impone. Un modo per regalare del tempo a se stessi.

 

Intervista rilasciata il 25 settembre 2007