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Intervista a Irene Caliendo su Favol'io a cura della redazione Albus |
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Come sempre cominciamo dal titolo: cosa vuol dire Favol'io? come ci sei arrivata a questo titolo?
Ero al mare e stavo componendo, ascoltavo lo sciabordio delle onde e mi venne questa parola, favolio come sciabordio, rullio ecc, quando ancora il libro non esisteva. L'apostrofo è arrivato in un secondo momento: io, favole = favol'io
"Favole da bambini raccontate agli adulti”, ripeti spesso. Perché si racconta una favola ad un adulto?
Il bambino è la parte istintuale che è in ognuno di noi. Ritornare all'infanzia è ritornare ad uno stato primordiale in cui le sovrastrutture mentali non hanno il sopravvento. La favola parla a questa parte che è in ognuno di noi malgrado l'anagrafe ci dica che… gli anni son passati.
13 storie e tanti personaggi, chi è il più positivo e chi il più negativo, quanto di te c'è in loro e viceversa?
Non c'è un personaggio positivo o uno negativo. Il mio preferito è lo sciocco “Se fosse” o forse Lillo che parlava alle mosche e sapeva volare, o forse il vispo Rayan e perchè no gli animali: la mucca, il gatto… Ho risposto se c'è qualcosa di me in loro?
Da dove vengono i tuoi racconti, qual è la tua maggiore fonte di ispirazione?
La mia fonte di ispirazione è la realtà. Molte delle storie scritte in questo libro sono nate così, guardandomi attorno, ascoltando le persone, in particolare una mia amica, o rielaborando ricordi personali, altre volte è una musica o un suono della natura. Non ho una regola fissa. Il narrato mi viene da dentro e autonomamente passa dalle mie dita alla tastiera del PC. Solo in un secondo momento diventa un racconto o una favola o altro.
Hai qualche autore guida? un punto di riferimento artistico?
Amo Pirandello ma non ho un autore guida. Artistico è una parola grossa. Mi piacciono tanti. Leggo di tutto anche l'elenco telefonico o il fustino di detersivo se non ho di meglio!
Un libro che consigli e perché?
Un libro non si consiglia: lo guardi lo vedi lo tocchi si fa guardare si fa toccare e insieme si cresce. Se non scatta questa Alchimia il libro resta solo un insieme di carta per questo non posso consigliare nulla. Ma si potrebbe iniziare con le pubblicazioni Albus!
Progetti futuri?
Ho già in gestazione la terza raccolta di racconti, sto scrivendo un romanzo per bambini e vorrei trasformare un mio racconto in un romanzo come ho gia fatto tra racconti e testi teatrali e poi imparare tante tante cose. Senza progetti non si vive.
Intervista rilasciata il 20 febbraio 2008 |
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