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Intervista a Giuseppe Bianco su Chiedilo all'amore a cura della redazione Albus |
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Ci spieghi il titolo: Chiedilo all’amore?
Parlare di un libro, spiegare un titolo è sempre difficile, qui si tratta addirittura dell’amore… peggio che andar di notte ☺. A parte gli scherzi, mi sono reso conto che l’amore è un sentimento difficile da trattare. Rileggendo i racconti mi sono accorto che può non accompagnare due persone per una vita intera. Può diventare cattivo, può illudere, fare promesse che poi non mantiene. Mi sono chiesto perché accade questo. Senza trovarle ho cercato delle risposte, accorgendomi che nonostante tutte le spiegazioni in proposito, molte cose restano fuori dallo scibile e bisognerebbe chiedere spiegazioni direttamente all’amore.
Qual è il messaggio, o i messaggi che hai voluto trasmettere con questo libro?
Ogni storia scritta racchiude in sé degli impliciti messaggi. Messaggi che tuttavia ogni lettore recepisce in modo molto soggettivo. Io più che messaggi cerco di trasmettere emozioni.
Come hai scelto i racconti?
Rileggendo gli scritti di quest’ultimo periodo mi sono reso conto che tutti in qualche modo avevano a che fare con l’amore. Parlare di racconti d’amore però è alquanto riduttivo, poiché non si tratta di un libro rosa e quasi tutti i racconti hanno radici nel sociale ed affrontano argomentazioni molto attuali.
A quale racconto presente nel libro sei più affezionato e perché. Quale quello che ti ha portato via più tempo per terminarlo.
L’attaccamento all’uno o all’altro racconto è sempre momentaneo, dipende dagli argomenti trattati e dagli stati d’animo del momento. Per quanto riguarda i tempi sono sempre lunghi, perché li scrivo soltanto dopo un periodo di incubazione.
Il libro contiene il racconto Flavia e l’altra, vincitore del premio Silarus 39a edizione. Sai spiegarti il motivo del suo successo?
Un racconto di grande attualità, uno spaccato crudo della nostra ambigua società: è la storia di Flavia che, avendo un marito malato, è costretta a lavorare per portare avanti la famiglia, con tutti gli sfruttamenti e gli stress di un lavoro regolato da un contratto a termine e, contemporaneamente, è la storia “dell’altra Flavia” che invece fa la prostituta. Scritto in modo molto originale.
La tua prosa sfiora il lirismo, eppure le tue storie sono permeate nella realtà. Un mix all’apparenza antitetico che però risulta vincente e interessante.
Sì, è il frutto di una scelta ben precisa, sono contento che il risultato sia di vostro gradimento.
Cosa ti auguri che il tuo libro lasci ai lettori.
Quell’appagante e piacevole sensazione che ti arriva quando finisci di leggere un buon libro.
Intervista rilasciata il 6 settembre 2007 |
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