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Intervista a Elena Grande su Scooter ...con le ali ai piedi a cura della redazione Albus |
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Oltre ad esserne la curatrice, hai collaborato molto con il grafico per la realizzazione della copertina di Scooter …con le ali ai piedi, cosa deve esprimere una copertina, e con questa cosa volevi trasmettere?
Sì, ho collaborato con il grafico e lui è riuscito ad interpretare bene la mia idea. Penso che la copertina del libro sia molto importante perchè racchiude tutte le informazioni essenziali del libro stesso, per meglio identificarlo (titolo, sottotitolo, autore, casa editrice…). L’aspetto grafico è certamente quello che determina l’impatto con il lettore, si spera sempre che riesca ad attirare il suo interesse. Considero la copertina come una cartolina: quando si fa un bel viaggio si sceglie quella che meglio sembra racchiudere l’esperienza vissuta, che ritrae i posti che più ci hanno colpito, coinvolto, interessato, e la si spedisce agli amici. Più è bella, più chi la guarda si sente spinto a visitare quei posti prima possibile, per coglierne le emozioni vissute da noi e aggiungerci le proprie. Infondo realizzare questo libro è stato proprio come compiere un bel viaggio, conoscere persone nuove, cose nuove, insomma: una bella esperienza e, come con una cartolina, attraverso la copertina invito tutti a viverla con la lettura, per farla propria.
Pensi di esserci riuscita?
Sì, ne sono sicura. Guardando la copertina realizzata ho rivisto l’immagine che avevo in mente da un po’ di tempo, ma credo che a chiunque la osservi venga voglia di sedersi sul muretto o sulla sella dello scooter e addentrarsi nelle storie scritte all’interno.
Scooter è la tua prima pubblicazione?
Eh, sì. E aggiungo che non avevo mai neanche immaginato di farne una. Ma nella mia vita va sempre tutto così…
Come mai hai scelto di puntare su racconti con protagonisti “Giovani”?
In molte cose che faccio mi viene spontaneo pensare ai giovani. Ho una figlia adolescente e un buon dialogo con lei e i suoi coetanei. Essendo Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione mi occupo molto dei ragazzi, ma da amministratrice sono sensibile alle problematiche anche degli anziani e delle famiglie in generale. Credo che ogni età nella vita abbia la sua importanza e deve essere vissuta con serenità. Compito delle istituzioni non è quello di privilegiare fasce particolari, ma di garantire le migliori condizioni a tutti. I bambini vivono guardando ai loro amici più grandi, gli anziani spesso dimenticano tante cose, ma i ricordi più fervidi sono sempre quelli legati alla loro gioventù. Gli adulti dovrebbero essere quelli che vivono al presente, ma se c’è un adolescente in casa ogni sua esigenza finisce per avere priorità. Quindi i protagonisti sono sempre loro: i giovani. Tutto è in funzione loro e vanno capiti e aiutati a vivere bene la loro età, perchè sono gli esempi presi a modello dai piccoli e la preoccupazione degli adulti e saranno i ricordi di domani…
La bellissima prefazione è di Federico Moccia, cosa ti ha lasciato questo personaggio ed i suoi libri?
Sì, la sua prefazione è proprio bella e ha centrato il senso del libro. Nonostante i numerosi impegni ha accettato subito di collaborare in qualche modo a Scooter, quando gli ho esposto l’idea. È sinceramente sensibile alle problematiche giovanili e sa dialogare con i ragazzi non solo attraverso i suoi libri. Ho assistito a degli incontri con loro e ha saputo stimolarli a leggere molto, soprattutto i classici. Li esorta sempre a rispettare gli adulti e tenere d’occhio i veri valori della vita. Comunica molto con loro trasmettendo tutto questo anche attraverso il suo blog. Essendo diventato un personaggio è importante che dia imput giusti a questa generazione che ne riceve tanti nientaffatto buoni. In poche parole è una persona che dà e merita fiducia e sincerità. E in questo mondo non sono mai abbastanza. I suoi libri hanno saputo farmi affezionare ad un paio di personaggi come fossero veri: Step e Gin.
Sei l’ideatrice e organizzatrice di un concorso letterario ce ne parli un po’?
Si è appena conclusa la seconda edizione del Premio Macchia d’Isernia e a breve sarà pubblicato il bando della terza. È un concorso che prevede quattro sezioni: Narrativa e Poesia aperte a tutti e Narrativa e Poesia autori in erba, riservate ai ragazzi molisani d’età compresa tra gli otto e i quattordici anni, per invogliarli a coltivare la passione per la scrittura e la poesia. Per entrambe le edizioni la partecipazione è stata numerosa da tutta Italia e i vincitori hanno partecipato alla cerimonia, entusiasti dell’organizzazione e dell’accoglienza nel nostro paese. Ho ideato questo concorso con l’intento di promuovere la cultura, stimolare i nostri ragazzi e anche gli autori da fuori regione a incontrarsi e confrontarsi, ma al tempo stesso promuovere il nostro territorio e ricordare dei personaggi illustri che lo hanno onorato, intitolando loro le varie sezioni del premio. In due anni è cresciuta senz’altro la voglia di poesia nel mio paese, dapprima nei ragazzi e ora anche negli adulti e da questo partiranno nuove iniziative in proposito, perchè quando c’è poesia c’è sempre più pace, sentimento, vita.
Progetti futuri?
Tanti, ma non li dico. Preferisco presentare i fatti.
Intervista rilasciata il 27 dicembre 2007 |
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