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Intervista a Arianna Sacerdoti su Sentieri diversi a cura della redazione Albus |
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"Non ho pudore a parlare di me…", è uno dei versi iniziali della bella raccolta di poesie Senitieri diversi, e allora cominciamo… ci parli di te? chi è Arianna Sacerdoti?
Sono un "essere strano", come ho scritto in una delle mie poesie (Incontro col bidello Raffaele). Una giovane donna complessa, direi: solare e ombrosa, comunicativa e solitaria. Mi caratterizzano i movimenti, interiori ed esteriori: i viaggi, la ricerca di nuovi equilibri, attraversare la natura (per mare, terra e cielo), sognare, danzare. E scrivere, naturalmente. Anche il mio lavoro, che è quello di ricercatrice in letteratura latina, si sostanzia del senso di "percorsi" che iniziano in un modo e non si sa, fino alla fine, a quali risultati e scoperte porteranno.
In un mondo come il nostro dove si vive velocemente e tutto è studiato per essere "Fast", la poesia che ruolo riveste?
La sfida non è semplice. Per scrivere, leggere e cogliere la bellezza fuori e dentro di noi occorre saper rallentare, fermarsi. L'introspezione fa paura, come la lentezza. Ma per fortuna ci sono ancora persone curiose, interessanti ed interessate a gustare i ritmi "poetici". La scuola ha un'importanza primaria in questa "pedagogia" artistica ed esistenziale. Non voglio parlare, viceversa, dei modelli negativi, finirei per dire banalità. Mi piace piuttosto pensare che ci sia ancora spazio per la poesia, per i sogni, per le possibilità diverse.
E per te invece, cos' è e cosa rappresenta la poesia?
La poesia è fortemente connaturata al mio modo di essere al mondo. Prima ancora di diventare comunicazione con l'altro, è uno spazio di introspezione, di recupero, di ricordo, di trasformazione. Scrivendo e leggendo poesia ci si conosce meglio, si osserva l'universo con una sorte di lente di ingrandimento. La poesia, certo, è una forma d'arte ed è dotata di un codice e una tradizione; può essere un canale di sintesi straordinaria di stati d'animo, pensieri, che viaggiano anche ad un livello inconscio. Questo, sia per chi scrive che per chi legge: il percorso di scoperta e di "illuminazione" va di pari passo per chi ha la penna in mano e chi un libro tra le mani.
Con che criterio hai selezionato le poesie per Sentieri diversi? è stato difficile farlo?
Ci sono delle poesie che mi rappresentano più di altre; o poesie particolarmente riuscite, a giudizio non solo mio, ma anche di amici lettori. Questi sono stati i due criteri principali che mi hanno guidata nella scelta: l'"essenzialità" di certe poesie; i favori che hanno ricevuto altre. Inoltre, ho individuato i percorsi che hanno dato vita alle sezioni in cui è stato suddiviso il libro ("Poesie su poesia", "Persone che amo - ritratti di altri", "Stare male e altre emozioni", "Amore e dopo amore", "Naturalmente", "Il viaggio e altri luoghi"). Ho cercato di evitare, nella formazione di queste sezioni, di inserire poesie simili; un altro criterio, dunque, è stato quello della varietà. Non è stato un lavoro difficile, ma impegnativo, che mi ha assorbito.
Cosa vorresti riuscire a trasmettere con questo libro?
Vorrei riuscire a trasmettere il mio mondo, il mio amore per la parola ma, prima ancora, per le persone, gli alberi, gli stati d'animo (anche quelli negativi) che fanno parte della mia vita e che, forse, sono simili a quelli di altre vite. Credo nell'unicità individuale ma anche nella comunanza di certi percorsi. Siamo tutti esseri umani, fatti di amore, dolore, separazioni, crisi, felicità. Quindi, innanzitutto, vorrei trasmettere il mio "senso", le mie esperienze. In maniera non secondaria, vorrei che le persone e i luoghi che ho ritratto nei miei versi vivessero anche al di là di se stesse, grazie alla sensibilità di chi legge. In particolare penso a chi non c'è più: scrivere dei miei cari non più vivi è, spero, un modo per mantenerne il ricordo ed affidare una parte di loro all'animo di chi li legge.
Chi è il lettore tipo per Sentieri diversi?
Il mio lettore tipo è un lettore che non ha paura di leggere la mia verità. Non importa quanti anni abbia. Certo, è meglio se sa gustare una rima o un'assonanza, ma la "competenza letteraria" non è il criterio fondamentale; o per lo meno, non l'unico. Mi piace accarezzare l'idea di riuscire a parlare a tutti quelli che, come me, vivono con intensità le emozioni, gli incontri, i ricordi.
Progetti futuri?
Scrivere senza progetti, quando e nei modi che sentirò più miei. Sicuramente continuerò a coltivare la poesia, ma non è detto che non mi dedichi ancora alla prosa. Aspetto che le idee e le parole nascano da sole, come i frutti quando è il loro tempo.
Intervista rilasciata il 10 marzo 2009 |
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